Crea sito
Home Blog

Terra, l’allarme degli scienziati: “Ecco data dell’estinzione di massa”

0
Di Claudio Cartaldo
Ora c’è una data. O almeno questo è quello che credono i prestigiosi ricercatori del Mit di Boston.
La vita sulla Terra cesserà di esistere nel 2100. Ovvero tra meno di 90 anni. E non si tratta di una profezia Maya o di chissà quale presagio di un cartomante. A dirlo è la matematica, che – come si dice – non è un’opinione.
A sostenere la ricerca è stato un team di studiosi presso il Lorenz Center del MIT di Boston. A guidarli Daniel Rothman, secondo il quale nel 2100 la terrà andrà incontro ad una nuova estinzione di massa. Stavolta la più drammatica. Tragica. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances e si basa su calcoli matematici che tengono conto dell’inquinamento atmosferico, per la precisione la quantità di C02 nell’amosfera. Gli studiosi hanno scoperto che durante le precedenti estinzioni di massa era elevato il livello di C02 nell’aria. Basandosi su questo dato gli studiosi hanno dunque calcolato quale è il livello massimo di anidride carbonica sostenibile dal pianeta e significherebbe un punto di non ritorno: 310 gigatoni. Cifra che – se nulla cambia – la Terra raggiungerà (appunto) nel 2100.
“La storia della Terra è una storia di cambiamenti – ha dettolo Daniel Rothman -: alcuni sono graduali e benigni, altri (soprattutto quelli associati a catastrofiche estinzioni di massa) sono relativamente repentini e distruttivi. Cosa distingue gli uni dagli altri? Ho presupposto che le alterazioni del ciclo del carbonio sulla Terra portino a estinzioni di massa sul lungo periodo, se i cambiamenti si avvicendano velocemente; sul breve, se essi sono di vasta portata”. E ancora: “Non sto dicendo che il disastro accadrà domani. Sto dicendo che se l’immissione di CO2 nell’atmosfera non viene controllata potrebbe trasformarsi in qualcosa di più grande e potrebbe comportarsi in un modo difficile da prevedere. Nel passato geologico, questo tipo di comportamento è associazione alle estinzioni di massa”.

IL MISTERO DEL PRESUNTO UFO CHE AVREBBE FATTO IMPAURIRE MUSSOLINI E AVREBBE DECISO LA SUA ALLEANZA CON HITLER

0
unnamed-1
Di Salvatore Santoru
Secondo un’interessante e alquanto curiosa teoria ufologica, nel 1933 in Italia si sarebbe schiantato un presunto UFO e tale episodio, secondo quanto scritto in un articolo del “Giornale”(1), avrebbe spinto lo stesso Mussolini a cercare e trovare l’alleanza con la Germania nazionalsocialista, almeno stando a quanto sostenuto il noto ufologo Roberto Pinotti.
Difatti,secondo questa teoria lo stesso UFO avrebbe avuto un’origine nazista e lo schianto di esso fu sin da subito insabbiato dal governo fascista.
NOTE:
PER APPROFONDIRE:

Il mistero dell’UFO che avrebbe impaurito Mussolini

(ARTICOLO SU BLASTING NEWS)

C’ERA VITA SU MARTE, AFFERMA UN NUOVO STUDIO ITALIANO

0

Risultati immagini per mars life

Di Luigi Bignami
http://www.focus.it/
È difficile che oggi ci sia vita in superficie su Marte, ma un tempo le condizioni erano molto diverse, e strutture molto simili a microbialiti terrestri fanno pensare a un passato differente.
C’è stato un tempo in cui c’era vita su Marte?

In molti hanno tentato di dare una risposta, ma, nell’ambito della scienza, fino ad oggi non ce n’è alcuna sicura. Adesso però un nuovo approccio al problema è stato proposto da due ricercatori italiani, Vincenzo Rizzo e Nicola Cantasano, del CNR – ISAFOM: il loro lavoro è stato pubblicato il 20 settembre 2016 sull’International Journal of Astrobiology.

Lo studio confronta alcune strutture rocciose fotografate dai rover della Nasa con strutture geologiche terrestri prodotte con certezza da organismi viventi: il risultato è che le strutture sarebbero del tutto identiche, e ciò dimostrerebbe che la vita è sicuramente esistita anche su Marte.
CONFRONTI A TUTTE LE SCALE. Le strutture terrestri sono considerate biologiche “alla sola osservazione”, perché i batteri che le hanno costruite non esistono più, e neppure i loro fossili. Le microbialiti (così si chiamano le formazioni rocciose costruite da microbi) vengono dunque identificate unicamente dall’osservazione della loro struttura.
Spiega Rizzo che «tra le microbialiti terrestri e i sedimenti marziani formatisi in ambienti geologici compatibili esistono affinità strutturali non solo sul piano microscopico», ma anche a livello macroscopico (ossia da una distanza tale da riuscire a cogliere le caratteristiche globali dell’oggetto osservato) emesoscopico (scala intermedia tra la microscopica e la macroscopica). Tutto ciò grazie alla strumentazione di bordo dei rover marziani, equipaggiati anche con microscopi.
«Il nostro lavoro», continua Rizzo, «ci ha permesso di mettere in luce una serie di paralleli strutturali connessi con stati altamente adesivi e plastici, che nelle microbialiti terrestri si devono alla produzione di polimeri organici. Inoltre, vengono presentatestrutture vacuolari [cavità], che nelle microbialiti terrestri sono, di norma, connesse alla intensa produzione microbica di gas.»
Ciò significa che quando i sedimenti marziani si formarono devono aver contenuto colonie di microbi, che avrebbero conferito ai sedimenti stessi elevata plasticità formando un gran numero di vacuoli e aggregando fra loro granelli di roccia e sostanze inorganiche prodotte dalla loro stessa attività metabolica. «La quantità e la varietà dei paralleli strutturali raccolti accrediterebbe l’idea che non dovrebbe trattarsi di semplici coincidenze», conclude Rizzo.
Non si tratterebbe perciò di pareidolia, ovvero di quell’illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale.
Tutto farebbe dunque pensare che davvero un tempo la vita fu presente su Marte, ma oggi? Pur essendoci molti indizi a favore (e molti contrari), non c’è una risposta certa. Per saperne di più dovremo forse aspettare ExoMars 2020 dell’Agenzia Spaziale Europea, quando un rover scenderà sul pianeta proprio per cercarla fino a due metri di profondità.

X1/23 CONCEPT, GIA’ NEL 1976 LA FIAT AVEVA PRESENTATO UN’AUTO ELETTRICA

0

Risultati immagini per Fiat X1/23 mystery

Di Edoardo Vanucci

http://www.motori-24.com/

Nell’ultimo periodo, soprattutto nei grandi centri urbani, stiamo assistendo ad un modesto sviluppo della mobilita’ elettrica. Ad ogni modo, almeno per il momento,Fiat ha deciso di rimanere fuori dai giochi, non presentando nessuna vettura a trazione completamente elettrica. A dirla tutta, comunque, il costruttore del Lingotto presento’ una vettura del genere in tempi non sospetti.


Nel 1972, la casa italiana mostro’ al Salone di Torino la sua X1/23 Concept, nientemeno

che un esercizio di stile che andava ad anticipare una city car ultra compatta a2 posti. Tutto questo, in tempi in cui i progettisti della prima generazione dellaSmart ForTwo erano poco piu’ che adolescenti. Ad ogni modo, la prima grande mancanza della X1/23 Concept era il motore: infatti, il prototipo non si poteva muovere, essendo nato come un esercizio di stile fine a se stesso.

Tuttavia, nel 1976 arrivo’ qualcosa che davvero nessuno si aspettava e che – almeno fino a quel momento – non si era visto all’interno del panorama automobilistico: anche se molti la credevano caduta nel dimenticatoio, la X1/23fece il suo ritorno al Salone di Torino: tranne che per pochi dettagli, esteticamente era identica al prototipo visto 4 anni prima. La novita’, infatti, si nascondeva sotto la sua piccola carrozzeria.

La Fiat X1/23 del 1976, infatti, nascondeva un’architettura elettrica, dove un piccolo motore da 13.5 cv – il cui compito era quello di muovere le ruote anteriori– veniva alimentato da batterie al nichel-zinco installate al posteriore.

La velocita’ massima era di poco superiore ai 70 Km/h e questa piccola Fiat era in grado di percorrere fino a 50 Km con una carica delle sua batterie posteriori. Ad ogni modo, qui arriva la nota triste: quella che potrebbe essere definita come la prima city-car elettrica della storia fini’ definitivamente nel dimenticatoio, almeno fino ad oggi, dove noi di Motori-24 ci siamo ricordati di questo piccolocapolavoro ingegneristico italiano. Almeno in queste poche occasioni, smettiamola di piangersi addosso.

IL MISTERO DEI SACRI PETROGLIFI DI PETERBOROUGH

0

peterborough

Da http://www.ilnavigatorecurioso.it/

I cosiddetti Petroglifi di Peterborough sono la più grande collezione di antiche incisioni rupestri di tutto il Nord America, con circa 900 immagini scavate in una roccia calcarea cristallina nei pressi diPeterborough, una cittadina canadese dell’Ontario.

 




 

I petroglifi sono scolpiti su una singola grande roccia calcarea lunga 55 metri e larga 30 metri.
Solo 300 immagini sono forme riconoscibili e rappresentano esseri umani, sciamani, animali, barche, simboli vari e forme geometriche. I rimanenti simboli sono del tutto indecifrabili e i ricercatori da anni cercano di decodificare il loro significato.
Generalmente si ritiene che gli indigeni Algonkian abbiano scolpito i petroglifi tra il 900 e il 1400 d.C., ma solitamente l’arte rupestre risulta impossibile da datare con precisione a causa della mancanza di materiale contenente carbonio o di reliquie che possano trovarsi in prossimità delle incisioni.
Potrebbero essere di migliaia di anni più antichi, come ipotizzano alcuni esperti, almeno per l’alto grado di erosione di alcuni glifi che sembrerebbero antichi più di 1000 anni.
Proclamato nel 1976 ‘Sito Storico Nazionale del Canada‘, le popolazioni indigene locali ritengono che le iscrizioni contengano le istruzioni per l’accesso al mondo degli spiriti. Nella lingua dei nativi vengono chiamate Kinoomaagewaapkong, che si traduce come ‘le rocce che insegnano’.

UN MISTERIOSO SUONO NEI MARI CANADESI

0

fury-and-hecla-strait

Da http://www.focus.it/

Quello che sembrava una leggenda dei mari, ora è diventato oggetto di una ricerca da parte dei militari canadesi.
Nei dintorni di Nunavut (Canada), da alcuni mesi si racconta di un suono misterioso che sembra risalire dal fondo del mare: le prime vittime sono i pescatori, che accusano il fenomeno di tenere lontana la fauna marina, loro fonte primaria di sostentamento.

 




 

Il suono viene descritto come una serie di “ping, hum e beep” ed ha assunto una dimensione così preoccupante, per i locali, da convincere i militari a indagare, ed è ciò che stanno facendo.
I suoni sembrano provenire dal fondo del mare in prossimità dello stretto di Fury and Hecla (tra l’isola di Baffin e la penisola di Melville), in prossimità di Nunavut, comunità Inuit composta da circa 31.000 persone su di un’area di 1.750.000 chilometri quadrati (quasi 6 volte l’Italia), una delle zone più a nord del pianeta permanentemente abitata.
Nell’area di mare che è terreno di caccia di questa popolazione vivono foche e balene e, stando ai locali, si tratta di un’area privilegiata, una polinia, ossia una zona di mare aperto circondato da ghiaccio, dove molte specie marine si concentrano durante l’inverno.
Quest’anno sembra però che gli animali stentino ad arrivare, e la colpa va a quei rumori che si diffondono dal fondo del mare.
Già da questa estate la popolazione marina era molto al di sotto di quella normalmente presente e, come spesso succede, l’inspiegabile dà luogo all’immancabile fantasmagoria di teorie.
Alcuni sostengono che la causa è l’attività di estrazione del ferro sull’isola di Baffin, a nord-est e diNunavut: si dice che la società mineraria stia compiendo indagini con sonar sul fondo del mare. Ma la Baffiland, la società mineraria, ha negato che al momento siano in corso ricerche sottomarine.
Altri incolpano Greenpeace: si dice infatti che i suoni vengano prodotti appositamente per far fuggire gli animali, per salvarli dalla caccia degli Inuit. Greenpeace nega le accuse.
Altri ancora tirano in ballo la Marina degli Stati Uniti, che utilizzerebbe sonar a bassa frequenza per individuare sottomarini “nemici”. La Marina, semplicemente, ignora le accuse.

Non sono i minatori, non è Greenpeace e neppure la Marina Usa – potrebbe comunque essere una misteriosa creatura marina che si sta risvegliando negli abissi? I militari canadesi indagano.

FONTE:http://www.focus.it/cultura/mistero/un-misterioso-suono-nei-mari-canadesi

VISTO ANCHE SU http://www.ilnavigatorecurioso.it/2016/11/17/un-misterioso-suono-nei-mari-canadesi/

FRASI E CITAZIONI DI PENSIERO POSITIVO

0

Risultati immagini per POSITIVE ATTITUDE

Essere positivi non significa che si è sempre pervasi da un entusiasmo concentrabile e un sorriso incessante. Essere positivi è affrontare le avversità con la voglia di emergere, la fede che se solo lo si vuole tutto si puo’ affrontare.
Stephen Littleword, Piccole cose

*
Il pensiero può agire più e meglio delle mani e di qualunque altro mezzo di cui l’uomo si serve per le sue opere.
Questo accresce immensamente il suo raggio d’azione che non conosce barriere e distanze.
Il bene che può produrre in tal modo è incalcolabile e senza che nessuno lo sappia.
Amadeus Voldben, I Prodigi del Pensiero Positivo
Pensate che tutto quello che accade è quanto di meglio può accadere, perché diretto da una mano invisibile, in un disegno superiore che l’uomo troppo spesso non comprende.
Anche le cose spiacevoli che l’uomo chiama col nome di ” male ” hanno un fine di bene e tutto, poi, si risolverà in bene.
  • E difficile convincersi di ciò se non si ha una visione spirituale della vita. Ma è proprio questa visione che, trasformando le apparenze delle cose, dà la certezza che altri, vedendole dal basso, vede soltanto la loro ombra.
    Lavorate a difendere idee sane, di fede, di speranza, di amore. Date fiducia agli uomini depressi e avviliti.
    I pensieri sereni, costruttivi, sono di per sé un rimedio a un gran numero di mali come le idee nere, malinconiche.
    L’ottimismo da solo è l’antidoto delle peggiori malattie mentali. Il pessimismo, invece, è solo procuratore di disgrazie, malattie e miseria.
    Montate la guardia sulla soglia della vostra mente: non lasciate entrare nessun nemico della vostra serenità e del vostro progresso. Cacciateli senza pietà e sarete meravigliati del miglioramento totale che si produrrà nella vostra vita in poco tempo.
    L’abitudine di coltivare pensieri di salute, di energia, di vigore e di bene, facendone una realtà di ogni momento e considerandola come una verità eterna, è un meraviglioso tonico che vi darà la sensazione di una forza accresciuta e rinnovata.
    Amadeus Voldben, I Prodigi del Pensiero Positivo
    *
    La mente ha una strana capacità di tramutare i pensieri nel loro equivalente fisico. In base alla legge eterna dell’attrazione, i nostri pensieri si traducono sempre in cose materiali che ne riflettono la natura.
    Un atteggiamento mentale positivo è l’abitudine di vedere in tutte le situazioni spiacevoli che si incontrano altrettante opportunità per mettere alla prova la propria capacità di superarle tramite la ricerca del “seme di un beneficio equivalente”.
    Un atteggiamento mentale positivo è l’abitudine di valutare tutti i problemi, e di distinguere tra quelli che si possono e quelli che non si possono controllare.
    Chi ha un atteggiamento mentale positivo cerca di risolvere i problemi che può controllare, e fa in modo che gli altri, quelli che non può controllare, non trasformino il suo atteggiamento mentale da positivo in negativo.
    Un atteggiamento mentale positivo ci aiuta ad accettare le fragilità e le debolezze degli altri senza lasciarci condizionare dalla loro negatività, o lasciarci influenzare dal loro modo di pensare.
    Un atteggiamento mentale positivo è l’abitudine di agire con un scopo ben preciso, credendo fino in fondo sia nella bontà di quello scopo sia nella propria capacità di realizzarlo.
    È l’abitudine di andare oltre la lettera delle proprie responsabilità e di rendere, in modo affabile e cordiale, un servizio migliore e più accurato di quello che si è tenuti a rendere.
    Napoleon Hill, Con la tua mente puoi fare miracoli
    *
    Compassione, tolleranza e altruismo creano felicità e calma e perciò sono virtù essenzialmente spirituali. La religione viene dopo. In realtà, essa è destinata alla soddisfazione ed è l’ultima fonte di felicità. La religione prova semplicemente a rafforzare la felicità mentale. Forse il mio concetto di spiritualità coincide con il pensiero positivo.
    Dalai Lama, La via della tranquillità
    *
    Chi si preoccupa prima del necessario, si preoccupa solo più del necessario.
    La vita è una tavola imbandita. Basta con le cose amare! E’ arrivato il momento di gustare tutti gli altri sapori.
    Dobbiamo accettare di vivere la nostra rabbia verso il passato. Consideriamola come una potente alleata del cambiamento positivo.
    Quando riusciamo a ridere di una cosa che ci faceva arrabbiare, vuol dire che ha smesso di essere un problema.
    Rosario Alfano, Guarire dalle brutte esperienze
    *
    Il potere spirituale della volontà dell’ uomo è in grado di superare tutti gli ostacoli.
    Bruce Lee, Pensieri che colpiscono
    *
    Se potessimo alzare il vostro velo solo per un attimo per permettervi di vedere le meraviglie che vi attendono, smettereste di essere pessimisti. Come creatori, la vostra realtà è determinata dal punto di percezione da cui la osservate. Questo è molto più che pensare positivo: è l’arte della creazione consapevole.
    Steve Rother, Segnali di Luce
    *
    Iniziate cercando di cogliere la bellezza interiormente e la vedrete anche all’esterno, perché il mondo esteriore, oggettivo, altro non è che un riflesso del vostro mondo interiore, del vostro mondo soggettivo. Che si tratti della bellezza, dell’amore o della saggezza, è quasi inutile cercarli all’esterno se non avete cominciato a scoprirli in voi.
    Omraam Michaël Aïvanhov, Pensieri Quotidiani
    *
    Successo significa realizzare delle imprese in base ai nostri sforzi e alle nostre capacità. Una preparazione adeguata é la chiave del successo. Le nostre azioni non possono saperne di più dei nostri pensieri. Il nostro pensiero non puo’ saperne di più della nostra conoscenza.
    George S. Clason, L’uomo più Ricco di Babilonia
    *
    Non dobbiamo dimenticare che anche i pensieri positivi sono cibo per la mente, mentre i pensieri di qualsiasi altra natura sono velenosi per il corpo e la mente.
    Hai mai analizzato la tua dieta mentale?
    Consiste dei pensieri che nutri, nonché dei pensieri che ricevi attraverso il ravvicinato contatto mentale con i tuoi amici.
    Paramhansa Yogananda, Come essere sani e vitali
  • FONTE:http://www.frasiaforismi.com/frasi/frasi-pensiero-positivo/
  • FOTO:https://it.pinterest.com/biru04/pensiero-positivo/

YAKHCHAL, L’EDIFICIO COL QUALE I PERSIANI CREAVANO GHIACCIO IN MEZZO AL DESERTO

0
Risultati immagini per YAKHCHAL, L’EDIFICIO COL QUALE I PERSIANI CREAVANO GHIACCIO IN MEZZO AL DESERTO
 Fin dall’antichità, ogni popolo ha avuto l’obiettivo di trovare un sistema giusto per conservare i propri cibi e fare in modo che restino sempre al massimo del proprio sapore e della propria efficienza.




Oltre 2400 anni fa, anche i Persiani stavano pensando ad una tecnica efficace per riuscire in tale intento.
Un sistema di questo genere non poteva mai prescindere dall’utilizzo di strutture efficaci come gli Yakhchal.
Lo Yakhchal era un edificio fondamentale per la refrigerazione e la conservazione di qualsiasi alimento, molto prima dell’avvento dei frigoriferi e di qualsiasi genere di elettrodomestico attualmente disponibile nei vari supermercati e centri commerciali.
800px-yakhchal_of_yazd_province-1
Con questa tecnica, anche il clima caldissimo dei vasti deserti dell’Iran non poteva più rappresentare un ostacolo definitivo alla possibilità di mantenere i cibi sempre al massimo.
Se si pensa che un edificio del genere era pienamente in funzione nel IV secolo a. C., e quindi tantissimi secoli fa, c’è davvero da sbalordirsi fino quasi a non crederci.

Ma come funzionava uno Yakhchal?

Prima di tutto, si trattava di una struttura a forma di cono ma con il tipico aspetto di una cupola rudimentale. Il suo significato è quello di fossa del ghiaccio e questo lascia già intuire quale fosse la sua effettiva utilità, nettamente superiore rispetto alla media.
L’edificio funzionava mediante l’evaporazione dell’acqua, grazie alla quale si andava a generare tutto il ghiaccio possibile con l’ausilio di una sequenza di torri del vento.
persiani-producevano-ghiaccio-deserto-2
Come oggi, anche a quei tempi non si poteva fare a meno del ghiaccio in quanto in grado di far aumentare la durata di qualsiasi alimento e di far trasportare ingenti quantità di acqua con maggiore facilità.
In pratica, questa cupola riusciva a consentire la conservazione di ogni pietanza, essendo in grado anche di contenere il cibo stesso proprio come uno dei tanti frigoriferi dei giorni nostri.
Ma perché lo Yakhchal riusciva ad essere così efficace? Tutto ciò era possibile grazie all’aiuto di un materiale speciale molto simile al cemento, conosciuto con il nome di Sarooj. Esso era costituito da argilla, sabbia, calce, cenere e materiali alquanto bizzarri come i peli di montone e persino un pizzico di albume d’uovo.
Tutti questi ingredienti che poco avevano a che fare l’uno con l’altro venivano mescolati con il massimo della cura per dare vita a muri in grado di resistere ad ogni agente atmosferico e di mantenere il massimo della propria qualità.
La parte più bassa era caratterizzata da uno spessore di circa 2 metri ed era contraddistinta da una serie di buchi, con i quali l’aria fredda scendeva verso il basso e generava gli indispensabili cubetti di ghiaccio.
Al tempo stesso, tutta l’aria calda veniva spostata dal basso verso l’alto ed era così possibile mantenere al meglio ogni alimento senza alcuna difficoltà.
L’obiettivo poteva essere raggiunto grazie al fiume Qanat e alle già citate torri del vento, che in realtà erano molto simili agli attuali acquedotti. Di conseguenza, gli Yakhchal rappresentavano un terreno fertile per il raggiungimento di temperature nettamente al di sotto dello zero anche quando all’esterno c’erano almeno 40 gradi all’ombra.
Gli antichi Persiani potevano così divertirsi realizzando il gustoso dessert chiamato Faloodeh. E queste cupole miracolose sono sopravvissute fino ai tempi nostri proprio grazie alla loro resistenza fuori dal comune.

LA PRESIDENZA TRUMP PREVISTA DAI SIMPSON NEL 2000

0

Di Salvatore Santoru

Contro tutti i pronostici Donald Trump è diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti D’America(1).
Come riportano nelle ultime ore i media, già qualcuno aveva “previsto” la sua presidenza e più specificatamente i ‘Simpson‘ con l’episodio “Bart to the future”(2) del 19 marzo del 2000.

Come avevo già riportato in un articolo del 18 giugno 2016,”La Possibile Presidenza Trump Prevista Dai Simpson“(3), “nell’episodio Bart e Lisa Simpson sono proiettati nel futuro, con il primo che si ritrova ad essere uno squattrinato e la seconda che diventa presidente degli USA, proprio dopo Trump.”

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/11/usa-2016donald-trump-e-il-nuovo.html

(2)https://en.wikipedia.org/wiki/Bart_to_the_Future

(3)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/06/leventuale-presidenza-trump-prevista.html

ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/11/la-presidenza-trump-prevista-dai.html